Progettiamo e installiamo impianti domotici a Lecce, nel Salento e in tutta la Puglia. Home Assistant, Shelly e standard aperti — il cervello è in casa tua, non su un server dall'altra parte del mondo.
↑ Numeri reali di un impianto in esercizio in provincia di Lecce
Si accendono quando fa buio davvero e si spengono quando si va a dormire, tutto l'anno, senza ritoccare niente.
Il raffrescamento parte nelle ore di sole e usa energia gratuita — non la corrente comprata quando rientri la sera.
Parte sull'eccedenza fotovoltaica vera, ha un budget di minuti, e non bagna il giorno dopo che ha piovuto.
Quali apparecchi consumano, a che ora, quanto — non solo il totale a fine mese che non dice niente.
Manca la corrente, Internet è giù, un consumo è anomalo, qualcuno è al cancello: notifica sul telefono, in tempo reale.
Nessun canone mensile per accendere una luce. Nessun servizio da rinnovare per tenere in piedi l'impianto.
Non una app generica del produttore. Una dashboard costruita su misura per questa casa — con i dati che contano davvero, organizzati per come ci si vive.
È il primo impianto installato, e il banco di prova di tutto quello che proponiamo. Una casa in provincia di Lecce, con 4 kWp di fotovoltaico, costruita trent'anni fa. I numeri qui sotto sono misurati, non stimati.
La casa produce esattamente quanto consuma, ma usa solo la metà di quello che produce. L'altra metà la vende a un prezzo che è meno della metà di quanto le costa ricomprarla. È lì che sta il margine — ed è esattamente il lavoro che fanno le automazioni.
Valgono più di qualunque elenco di funzionalità.
Di notte la casa assorbiva 439 W e se ne spiegavano 110. Il sistema ha isolato i restanti 329 W e li ha attribuiti al climatizzatore della camera — rimasto in standby attivo per tutta la notte. Circa 2.900 kWh l'anno: più della metà del consumo totale di casa, che prima non aveva un nome.
La pompa da 2,5 kW non ha un misuratore dedicato, ma si vede lo stesso: dal salto di potenza, dalla durata del ciclo, da come "balla" l'assorbimento. Il sistema distingue una pompa da un forno da un robot da cucina senza aver installato niente su nessuno dei tre.
Alle 11:30 la tapparella del bagno è scesa da 100% a 40% in sei secondi. Quella della cameretta era già più chiusa del bersaglio — e non è stata toccata. Ogni tapparella segue la propria esposizione: sud si chiude a metà mattina, ovest nel pomeriggio.
Durante un abbassamento, sette dispositivi si sono riavviati e sei hanno retto. Il sistema sa quali, a che ora, e ha verificato che nessun cancello si fosse aperto da solo. Senza, sarebbe stato un episodio inspiegabile.
Prima via software, poi — se non basta — togliendo corrente fisicamente. Il problema era che con la linea giù, da fuori non si entra: la porta d'ingresso è proprio quella rotta. Adesso si risolve da sola.
Il climatizzatore ha il suo sensore, ma lo misura dove sta l'unità — spesso in alto, vicino al soffitto, lontano da dove vivi. I sensori indipendenti camera per camera cambiano tutto: temperatura e umidità reali, dove conta davvero.
Il sensore del climatizzatore è in alto, vicino all'unità. Quello che sente non è quello che senti tu. Sensori indipendenti a 1,2 metri di altezza, nelle stanze dove si vive, danno il dato che conta.
28° con 40% di umidità è sopportabile. Con 75% è insostenibile. Il sistema distingue i due casi e attiva automaticamente la deumidificazione, non il raffrescamento — risparmiando energia e trattando il problema reale.
La cameretta dei bambini ha soglie più strette. La camera da letto si raffredda prima di andare a dormire. Il soggiorno segue la presenza reale. Ogni stanza ha la sua logica, non un'unica regola per tutta la casa.
Il sistema sceglie automaticamente tra raffrescamento, deumidificazione e ventilazione — in base al dato reale del sensore. Non solo temperatura: indice di calore percepito, dew point, tendenza nelle ultime ore.
La camera si porta a temperatura target 30 minuti prima di andare a dormire — con l'eccedenza solare se disponibile, senza sprecare energia elettrica notturna.
Se l'umidità sale oltre soglia, parte la modalità DRY — non il raffrescamento pieno. Risolve il problema reale consumando meno e senza abbassare la temperatura inutilmente.
Se la temperatura esterna è più bassa di quella interna (tipico nelle notti pugliesi), il sistema suggerisce di aprire invece di far girare il clima.
Nelle ore di picco fotovoltaico, il sistema porta preventivamente le stanze a temperatura target — energia gratuita, casa fresca quando rientri senza accendere niente.
Umidità >75% per più di 30 minuti = notifica sul telefono con la stanza e il valore. Può indicare una perdita, una finestra aperta con pioggia o un problema con la rete idraulica.
Ogni lettura viene registrata. Si può vedere come cambia il microclima di ogni stanza nel corso delle settimane — utile per capire dove serve più isolamento o circolazione d'aria.
Produzione, consumo, autoconsumo e conto in euro aggiornato in tempo reale. Previsione della produzione tarata sui dati reali del tuo impianto.
Irrigazione, pompe, climatizzatori e boiler che partono sull'eccedenza fotovoltaica vera — non su un orario fisso. Con gestore di priorità per non far scattare il contatore.
Accensione al tramonto vero (che si sposta di 3 ore tra giugno e dicembre), spegnimento stagionale. Luci che accompagnano: apri il cancello e si accende il percorso.
Schermatura solare per esposizione (sud a metà mattina, ovest nel pomeriggio). Con regola di sicurezza: un'automazione non rialza mai una tapparella che qualcuno ha già chiuso.
Un solo cervello per caldo e freddo. Pre-raffrescamento solare nelle ore di eccedenza. Nelle mezze stagioni scalda la pompa di calore col sole, nel freddo pieno comanda il riscaldamento tradizionale.
La casa sa chi c'è. Simulazione di presenza automatica quando la casa è vuota da mezz'ora — luci e tapparelle in sequenza sfalsata, credibile. Videosorveglianza con registrazione locale.
UPS su computer, rete e router. Guardiano della rete: se Internet cade, il sistema se ne accorge e riavvia il router da dentro casa. Monitoraggio del sistema stesso con allerta precoce.
Dashboard su misura per come si usa la casa. Comandi rapidi in cima — quello che si cerca davvero quando si apre il telefono. Accesso remoto cifrato senza aprire porte sul router.
Standard aperti, nessun vincolo di fornitore. Si integra con quello che è già in casa.
Quattro fasi. La regola che le attraversa tutte: nessun dispositivo si compra prima di aver misurato che serve.
Cosa c'è già, come è fatta la rete, cosa si può riusare. Quasi sempre metà dei dispositivi utili sono già in casa.
Quali automazioni servono davvero a questa famiglia. Si scoprono le abitudini: a che ora ci si alza, chi resta in casa, dove batte il sole nel pomeriggio.
Il cervello in casa, i dispositivi collegati, le dashboard su misura. Le automazioni si accendono una per volta, dopo averle viste funzionare.
L'impianto viene guardato da remoto, aggiornato e corretto. Le regole si affinano nei mesi: un'automazione scritta a settembre va rivista a gennaio.
Dirlo è più onesto che promettere il contrario — e chi legge se ne accorge.
Se si cerca solo l'app per accendere una lampadina, basta il prodotto del supermercato. Il nostro lavoro comincia quando i dispositivi sono più di dieci e devono ragionare insieme.
Se non c'è un impianto fotovoltaico o un consumo importante, la parte energetica — che è il cuore — rende poco. Vale la pena valutarla prima.
Il risparmio da solo non ripaga tutto. Su una casa con 4 kWp, spostare i consumi vale ~100–175 € l'anno. Si compra il controllo, l'affidabilità e l'indipendenza; il risparmio è il contorno.
30 minuti per vedere cosa c'è già in casa e capire da dove conviene partire. Senza impegno, senza preventivo cieco.